Dichiarazione d'Intento per Importazioni ADM
Requisito formale: Asseverazione / Traduzione Giurata in Tribunale
Nelle operazioni di commercio estero e di approvvigionamento industriale tra l'Italia e i mercati extracomunitari, la gestione della liquidità IVA costituisce un fattore decisivo per la competitività delle imprese. L'ordinamento tributario italiano, in conformità all'articolo 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 633/1972, riserva agli operatori che effettuano cospicue cessioni all'esportazione la qualifica di esportatore abituale. Questo status riconosce la facoltà di acquistare beni e servizi sul mercato interno o di importarli dall'estero senza assolvimento dell'imposta sul valore aggiunto, entro i limiti di un massimale prestabilito denominato plafond IVA, attivabile mediante la trasmissione della dichiarazione d'intento.
Qualifica di Esportatore Abituale e Funzionamento del Plafond
L'acquisizione dello status di esportatore abituale presuppone che nell'anno solare precedente, oppure nei dodici mesi antecedenti in caso di plafond mobile, le operazioni con l'estero abbiano superato il dieci per cento del volume d'affari complessivo dell'impresa italiana. Rientrano nel conteggio le esportazioni dirette, le cessioni assimilate e le operazioni intracomunitarie. L'importo corrispondente costituisce il plafond disponibile, ossia il limite monetario fino al quale l'operatore può importare merci senza corrispondere l'IVA in dogana.
Questo meccanismo finanziario evita l'accumulo di ingenti crediti fiscali nei confronti dello Stato e sgrava le aziende da lunghi tempi di rimborso. Per operare in sicurezza, l'importatore deve verificare preventivamente la regolarità della propria posizione contabile attraverso i servizi di verifica del codice fiscale e della partita IVA.
Trasmissione Telematica all'Agenzia delle Entrate e Protocollo
Per fruire del beneficio in sede doganale, l'importatore italiano deve redigere e trasmettere all'Agenzia delle Entrate il modello di dichiarazione d'intento in formato esclusivamente elettronico. La comunicazione specifica la denominazione sociale del fornitore estero, la tipologia dei beni oggetto di importazione e l'ammontare presunto del plafond che si intende impegnare nell'anno di riferimento.
L'invio può essere effettuato direttamente dal legale rappresentante o per il tramite di intermediari abilitati nell'ambito dei generali adempimenti per società estere all'Agenzia Entrate. A seguito della ricezione della richiesta, i server fiscali rilasciano una ricevuta telematica recante un numero di protocollo univoco composto da due parti, indispensabile per il successivo passaggio doganale.
Abbinamento della Dichiarazione alla Bolletta Doganale ADM
Dal 2020 l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e l'Agenzia delle Entrate hanno integrato i rispettivi sistemi digitali per eliminare l'uso di moduli cartacei e prevenire le frodi carosello. All'arrivo della spedizione presso lo scalo marittimo o aereo, lo spedizioniere doganale indica nella casella 44 della bolletta doganale di importazione definitiva (DAU IM) il protocollo telematico e l'anno di registrazione della dichiarazione d'intento.
I server doganali interrogano la banca dati tributaria per verificare che il protocollo risulti valido e che il plafond residuo dell'operatore sia capiente rispetto al valore della merce. Se i controlli automatizzati danno esito favorevole, l'imposta sul valore aggiunto non viene riscossa alla frontiera, e il sistema scala contestualmente l'importo utilizzato dal plafond complessivo.
Obblighi Documentali per Fornitori Esteri e Formalità Notarili
Per il fornitore estero, la presenza della dichiarazione d'intento non muta la struttura della fattura commerciale, che deve indicare il valore pattuito della fornitura e riportare gli estremi del protocollo rilasciato dal fisco italiano. Ove il cessionario italiano richieda documentazione societaria o procure del fornitore turco, gli atti autenticati da notaio in Turchia devono essere muniti di apostille presso qualsiasi prefettura o sottoprefettura turca (valilik o kaymakamlık) con asseverazione in lingua italiana. Non diamo garanzia di accettazione; la legittimità dell'esenzione d'imposta e la congruità del plafond restano soggette al controllo esclusivo dell'Agenzia delle Entrate e delle autorità doganali.
Domande Frequenti
Cosa succede se il valore dell'importazione supera il plafond IVA residuo?
Sulla quota parte che eccede la capienza residua del plafond l'Agenzia delle Dogane calcola e riscuote l'ordinaria aliquota IVA prima di concedere lo svincolo dei beni.
La dichiarazione d'intento esonera l'importatore anche dal pagamento dei dazi doganali?
No, la dichiarazione sospende unicamente l'applicazione dell'IVA all'importazione; i dazi doganali della tariffa estera comune devono essere interamente versati.