Controlli Sanitari PCF all'Importazione
Requisito formale: Asseverazione / Traduzione Giurata in Tribunale
Nel commercio internazionale di prodotti agroalimentari e merci di origine animale verso l'Unione Europea, la normativa comunitaria fissa presidi sanitari di massima severità a tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare. In virtù del Regolamento UE 2017/625 relativo ai controlli ufficiali, l'ingresso nel territorio doganale italiano di carichi provenienti da Paesi terzi è subordinato a verifiche igienico-sanitarie sistematiche. Queste ispezioni vengono svolte esclusivamente presso i Posti di Controllo Frontalieri (Posti di Controllo Frontalieri, PCF) dislocati lungo i principali varchi portuali e aeroportuali della penisola, mentre il monitoraggio dei flussi successivi all'importazione compete agli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (UVAC).
Funzionamento dei Posti di Controllo Frontalieri PCF
I posti PCF operano come articolazioni territoriali del Ministero della Salute e presiedono l'ispezione di carichi alimentari, mangimi e prodotti biologici che giungono in Italia da nazioni extra-unionali. Le merci in arrivo nei porti di Trieste, Genova, Ravenna, Napoli o negli scali aerei di Milano Malpensa e Roma Fiumicino sono sottoposte a un protocollo di vigilanza strutturato in tre fasi distinte: controllo documentale, controllo di identità e controllo fisico. I veterinari ufficiali verificano la corrispondenza dei sigilli dei container, controllano i parametri di temperatura delle celle frigo e accertano la conformità delle etichette alle prescrizioni di sicurezza vigenti nell'Unione.
Nel corso delle ispezioni, gli ispettori possono procedere al campionamento a fini analitici, inviando i reperti agli istituti zooprofilattici sperimentali per verificare l'assenza di residui tossici o contaminanti microbiologici. In caso di esito positivo degli accertamenti, l'autorità rilascia il nulla osta veterinario necessario per proseguire le ordinarie procedure di sdoganamento presso l'Agenzia Dogane ADM.
Notifica Preventiva su TRACES-NT e Documento CHED
Per assicurare la tempestiva organizzazione delle verifiche al varco d'entrata, l'operatore economico o il suo rappresentante doganale è tenuto a trasmettere una notifica preventiva attraverso il sistema informatico unionale TRACES-NT (IMSOC). Tale adempimento si concretizza nella compilazione della prima parte del Documento Sanitario Comune di Entrata (Documento Sanitario Comune di Entrata, CHED). Per le carni e i preparati di origine animale si genera il modello CHED-P, mentre per i vegetali a rischio specifico si compila il modello CHED-D, a cui si associa il relativo certificato fitosanitario rilasciato nel Paese d'origine.
Senza la convalida telematica del documento CHED da parte del personale veterinario del PCF, il sistema delle dogane blocca automaticamente la dichiarazione di importazione definitiva, impedendo lo svincolo e l'immissione in libera pratica delle partite.
Ruolo degli Uffici UVAC e Tracciabilità sul Territorio
Una volta superata la frontiera esterna ed eseguito lo sdoganamento, i carichi agroalimentari possono circolare liberamente verso la loro destinazione finale in Italia o in un altro Stato membro. In questo ambito si attiva la competenza degli Uffici UVAC, i quali vigilano sulla tracciabilità veterinaria delle partite comunitarie o già nazionalizzate. Il destinatario italiano è legalmente obbligato a comunicare l'avvenuto scarico delle merci presso il proprio magazzino sia all'ufficio UVAC territorialmente competente sia all'Azienda Sanitaria Locale (ASL).
Tale meccanismo integrato garantisce che ogni singolo lotto alimentare resti perfettamente identificabile lungo la filiera distributiva, consentendo il blocco immediato delle forniture qualora insorgano allerte nel sistema rapido comunitario RASFF.
Certificati Sanitari Esteri e Formalità di Deposito
La documentazione a supporto dell'importazione comprende sempre il certificato sanitario veterinario di importazione TRACES redatto dalle autorità sanitarie del Paese esportatore. I certificati veterinari e le relazioni di analisi emessi dalle autorità veterinarie turche devono recare l'apostille di qualsiasi prefettura provinciale (valilik) o sottoprefettura (kaymakamlık) turca ed essere accompagnati da traduzione giurata in italiano. Non diamo garanzia di accettazione; la decisione finale sulla conformità sanitaria del carico compete esclusivamente ai veterinari ufficiali del Ministero della Salute assegnati al PCF.
Domande Frequenti
Quali sono i tempi medi per il rilascio del documento CHED al PCF?
In assenza di campionamenti di laboratorio, il controllo documentale e di identità si conclude solitamente entro 24 o 48 ore dall'arrivo fisico della merce al varco portuale o aeroportuale.
Cosa accade se un carico agroalimentare risulta non conforme alle analisi sanitarie?
L'autorità veterinaria del PCF dispone il respingimento immediato fuori dal territorio unionale, la distruzione controllata del carico oppure la sua riconversione a usi non umani secondo criteri di biosicurezza.
Scheda del documento
- Regolamento UE 2017/625 relativo ai Controlli Ufficiali sulla Filiera Agroalimentare
- Decreto Legislativo 24/2021 Disciplina dei Posti di Controllo Frontalieri PCF e Uffici UVAC
- Regolamento di Esecuzione UE 2019/1715 Funzionamento del Sistema IMSOC e Piattaforma TRACES