Visto Affari per l'Italia e Lettera di Invito
Requisito formale: Traduzione Giurata Notarile: Dogana e Contratti
Nell'ambito dei consolidati scambi industriali e tecnologici tra la Turchia e l'Italia, i dirigenti, i tecnici e gli incaricati d'affari delle società turche che devono recarsi in Italia per trattative contrattuali, collaudi tecnici, fiere internazionali o visite aziendali devono presentare domanda di Visto per Affari Schengen (Visto per Affari). Le rappresentanze diplomatico-consolari italiane (Ambasciata ad Ankara, Consolati Generali di Istanbul e Smirne) applicano rigorosi criteri di verifica dell'effettiva natura economica della trasferta.
Lettera d'Invito Aziendale e Visura CCIAA
Il pilastro documentale della richiesta di visto per affari è la Lettera d'Invito redatta su modello conforme predisposto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). La lettera deve essere redatta in lingua italiana su carta intestata dell'impresa italiana invitante, sottoscritta dal legale rappresentante e recante le date, la sede di svolgimento e l'oggetto specifico della trasferta.
Alla lettera deve essere inderogabilmente allegata la visura camerale CCIAA recente dell'impresa italiana e la copia del documento di identità del firmatario. La corrispondenza dei poteri viene incrociata con la dichiarazione dei poteri di firma dell'azienda ospitante.
Documenti della Società Richiedente Turca
Il richiedente turco deve produrre il fascicolo comprovante lo status di operatore commerciale attivo dell'impresa di provenienza:
- Il certificato camerale di iscrizione recente rilasciato dalla camera di commercio turca.
- La delibera di nomina dei dirigenti e l'estratto dalla gazzetta del registro delle imprese.
- La targa fiscale Vergi Levhasi e le attestazioni contabili di regolarità contributiva.
- La lettera di incarico societario su carta intestata che attesta la posizione aziendale del dipendente in missione.
Istruttoria Consolare e Traduzione Ufficiale
I funzionari consolari verificano la corrispondenza dei dati anagrafici e la coerenza economica della richiesta. La traduzione in italiano della documentazione societaria e dei contratti commerciali agevola il riscontro favorevole dell'istruttoria.
Non diamo garanzia di accettazione; decide la sezione visti dell'Ambasciata o del Consolato Generale d'Italia. A conferma dei flussi di esportazione pregressi, l'impresa può allegare i documenti doganali tra cui il certificato di circolazione A.TR.
Quesiti Frequenti
La lettera d'invito deve pervenire in originale cartaceo?
Per la maggior parte delle istanze è ammessa la trasmissione via posta elettronica certificata (PEC) o email ordinaria corredata di copia del documento del firmatario.
È necessaria l'apostille sui documenti presentati per il visto affari?
No, per le pratiche di visto consolare i documenti aziendali non richiedono apostille, purché siano muniti di codice telematico e timbro professionale del traduttore.
Scheda del documento
- Codice dei Visti Regolamento CE 810/2009
- Disposizioni Visti MAECI