Certificato Libera Vendita CCIAA e Origine per Turchia
Requisito formale: Doppia Apostille: Prefettura su Atto e Traduzione
Nell'export verso la Turchia di dispositivi medici, cosmetici, presidi medico-chirurgici, integratori alimentari e formulati chimici, le autorità regolatorie turche (Ministero della Salute, Agenzia TİTCK e Ministero dell'Agricoltura) subordinano l'omologazione e la commercializzazione alla presentazione del Certificato di Libera Vendita (Free Sale Certificate - CLV) emesso dalla Camera di Commercio (CCIAA) o dal Ministero della Salute italiano.
Natura e Finalità del Certificato di Libera Vendita
Il titolo certifica in modo espresso che le merci identificate per modello e codice fabbricante sono prodotte in conformità alle norme comunitarie vigenti, non presentano elementi di nocività per la salute pubblica e sono liberamente commercializzate nel territorio italiano ed unionale senza riserva alcuna.
Il documento si coordina con le schede tecniche e il certificato di libera vendita FSC illustrato nella sezione logistica. Qualora i prodotti siano sottoposti a regimi di dazi specifici, il titolo viene affiancato dal certificato di origine delle merci CCIAA.
Vidimazione Camerale e Apostille della Prefettura
Affiche il certificato di libera vendita rilasciato dalla Camera di Commercio sia valido dinanzi agli ispettori sanitari turchi, è indispensabile che la firma del funzionario camerale venga legalizzata con apostille presso la Prefettura territorialmente competente.
L'omissione del timbro di legalizzazione comporta il blocco della pratica di sdoganamento presso le dogane turche, le cui specifiche operative sono dettagliate nella guida sulla presentazione documenti italiani alle dogane turche.
Registrazione nei Registri Sanitari Turchi (ÜTS)
La procedura di notifica nel sistema ministeriale ÜTS (Ürün Takip Sistemi) richiede il caricamento della traduzione asseverata in lingua turca del certificato. La descrizione delle referenze commerciali, delle classi di rischio e dei lotti deve corrispondere in modo univoco al dossier tecnico del fabbricante.
Nessuna garanzia di accettazione; l'attribuzione del codice di registrazione e l'autorizzazione all'immissione in commercio spettano alle autorità sanitarie e doganali turche. Una traduzione asseverata eseguita con scrupolo scientifico previene il respingimento delle partite in banchina.
Domande Frequenti
Il certificato di libera vendita può essere emesso per un singolo lotto?
Generalmente il CLV attesta la linea di produzione o il catalogo di prodotti; su richiesta dell'importatore può fare espresso riferimento a un determinato lotto o fattura.
Quanto dura la validità del Certificato di Libera Vendita per la Turchia?
Salvo diversa indicazione espressa nel testo dell'atto, le autorità ministeriali turche riconoscono al certificato una validità massima di due anni dalla data di rilascio.
Scheda del documento
- Codice Doganale Turco Legge 4458
- Legge 580/1993 sulle Camere di Commercio